mercoledì 4 settembre 2013

ANALISI DI M5s, DALLE ELEZIONI FINO ALL'ALLEANZA CON CONFAPRI

Uno dei pericoli latenti di questa crisi è rappresentato dal Movimento Cinque Stelle. Sembra che si stiano ripetendo le stesse condizioni politico-sociali dell'Italia del primo dopoguerra, quando il fascismo emerse come movimento paramilitare e sovversivo, ampiamente sostentato dalla borghesia agraria, ma soprattutto dalla piccola borghesia e dai medi imprenditori, per poi avvalersi dell'appoggio netto dei ricchi capitalisti industriali e finanziari che agevolarono, in un secondo momento, la sua ascesa al potere. Oggi il Movimento 5 Stelle sembrerebbe propenso ad accordarsi con CONFAPRI, un'associazione che "Si prefigge di modernizzare lo stato e far decollare l’economia attraverso precise proposte di legge a tutela dei veri valori dell’impresa e del lavoro, e non di caste o lobby politiche, industriali o finanziarie.". La CONFAPRI, come si evince da questo passo tratto dal sito, si oppone a "caste o lobby politiche, industriali o finanziarie", pertanto l'avvenire che si prospetta non è confortante se si pensa che tale associazione è un' unione di piccoli imprenditori, i quali sentono il peso di una politica che tutela solo le classi e i ceti dei capitalisti dell' industria e della finanza. Anche nel primo dopoguerra l'Italia fu caratterizzata da un contesto del genere, con le dovute differenziazioni, animato dagli stessi risentimenti e propositi. 
L'attuale crisi economica sta rimarcando dei veri e propri conflitti sociali che riversano le loro istanze di cambiamento e partecipazione in forme di espressione politica rappresentate da partiti corporativi.
Quest'immagine presente sul sito di Confapri spiega quali sono le cause della crisi delle piccole-medie imprese

I partiti che hanno ottenuto seggi alla Camera sono il Partito Democratico (297), Sinistra Ecologia e Libertà (37), Centro Democratico (6) e Südtiroler Volkspartei (5) che si riuniscono nella coalizione "Italia Bene Comune" (345). Poi il Popolo della Libertà (98), Lega Nord (18) e Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale (9) che si aggregano nella "Coalizione di centro-destra" (125). Infine abbiamo il Movimento 5 Stelle (109), la coalizione "Con Monti per l'Italia" (47), che raggruppa Scelta Civica (37), Unione di Centro (8), Movimento associativo italiani all'estero (1) e Futuro e Libertà per l'Italia (1). Vi sono anche altri 2 partiti: Unione Sudamericana Emigrati Italiani (1) e Vallee d'Aoste (1).
Anche solo i dati della Camera ci bastano per capire che l'Italia si suddivide, in ordine di importanza, in "Italia Bene Comune" (10 047 808), Movimento 5 Stelle (8 689 458), "Coalizione di centro-destra" (9 922 850) e "Con Monti per l'Italia" (3 591 607). Il PD ha racimolato alla Camera 8 644 523 voti, 44 935 voti in meno del Movimento 5 Stelle che è emerso in tutta la sua dirompenza, catalizzando il malcontento dei cittadini appartenenti al ceto medio-basso, desiderosi di un' occasione di rivalsa e di rottura con la tradizione politica italiana. M5s ha anche irretito gli elettori scontenti della sinistra, del PD, delusi dalla sua stagnazione politica e dalla sua ghettizzazione, ma anche quelli del Pdl o appartenenti al gruppo degli astenuti. Secondo l'Istituto Cattaneo, il 34,5 % dell'elettorato proviene dal Pd -Idv; il 33,8 % da Pdl-Lega: il 5,1% da Udc e il 14,2 % dal non voto.
Inoltre, sempre secondo gli analisti, il 26,8 % dell'elettorato è composto da disoccupati; il 25,3 % da studenti; il 29,5 % da operai ; il 28,5 % da dipendenti privati e il 27,4 % da liberi professionisti. La composizione dell'elettorato del Movimento 5 Stelle è variegata e si contraddistingue per la presenza trasversale di elettori appartenenti a svariate classi sociali. M5s ha imperniato la sua campagna elettorale sulla democrazia diretta, sulla "rottamazione" della "vecchia politica", con annessi e connessi, e sulla figura di Grillo che si conferma la chiave di volta di questo singolare movimento. Le dinamiche delle ultime elezioni palesano 2 tendenze preponderanti: il malcontento del ceto medio-basso, che, come in tutte le crisi economiche della storia, sta assistendo inerme alla riduzione dei suoi risparmi privati, alla disoccupazione di massa, all'inflazione e all'interruzione del suo stile di vita, e l'arretramento di chi prima si dichiarava "di sinistra" o "di destra" che adesso, stanco del particolarismo e della corruzione dei politici appartenenti ai partiti tradizionali, si sta accodando al movimento grillino, incantato dalle sue grida di cambiamento.
Alla Camera si è registrata un'affluenza del 75,17 %,  e al Senato del 75,19 %; secondo il Ministero dell'Interno, alla Camera c'è stata un'affluenza di 35 271 541 di votanti su 46 905 154 elettori aventi diritto, mentre al Senato hanno votato solo 31 751 350 di cittadini su 42 270 824 elettori aventi diritto. L'astensione, escludendo i 14 milioni circa non aventi diritto, è stata di 11 milioni di cittadini aventi diritto, senza tenere conto delle schede ritenute non valide o delle schede bianche, o ancora dei voti scambiati per 50 euro e regalati alla mafia.
L'Italia ha un governo che non rappresenta i suoi cittadini, i quali hanno rifiutato e invalidato uno degli strumenti fondamentali per l'espressione della loro sovranità: il voto. Sovranità che è stata ulteriormente inficiata e arginata dal sistema elettorale, cosidetto "porcellum", che con il premio di maggioranza e l'impossibilità di manifestare la preferenza nelle liste dei candidati, ha isolato il Parlamento, trasformandolo in una conventicola di nominati e in una dittatura della maggioranza. Il "Governo delle larghe intese", "l'esecutivo", "il decreto emanato dal governo", ma mai che si parli di "Parlamento", il cui ruolo è stato svilito vergognosamente con l'istituzione della "Convenzione degli esperti", non eletti, e la scelta di deputati e senatori che hanno processi penali in corso. Il Movimento 5 Stelle prospera ponendosi in netta antitesi con i partiti fautori del bipolarismo dell'inciucio, si profila come un'infima e parziale imitazione di un partito di sinistra, per la sua intransigenza, mostrata in più frangenti, e per il suo carattere di opposizione chiara ai partiti corrotti e burattini delle multinazionali. Tuttavia M5s si distanzia completamente da qualsiasi forma politica-partitica di riformismo o di massimalismo, assestandosi su una posizione sovversiva che non nasconde la sua anima piccolo-borghese, indissolubilmente legata alla rivoluzione del web, che viene proposta come soluzione all'esigenza delle masse di partecipare alla vita politica.
Anche Mussolini predicava l'eliminazione della vecchia politica.



"Il Fascismo è anti-accademico. Non è politicante. Non ha statuti, né regolamenti. Ha adottato una tessera per la necessità del riconoscimento personale, ma potendo ne avrebbe volentieri fatto a meno. Non è un vivaio per le ambizioni elettorali. Non ammette e non tollera i lunghi discorsi. Va al concreto delle questioni."
Mussolini


"Io non sono, non voglio essere, non sarò mai un padre eterno; il fascismo non è, non vuole essere, non sarà mai una ridicola, grottesca e sinistra congrega come sono i vecchi partiti e i frammenti dei vecchi partiti; il fascismo è tale in quanto permette una pragmatica latitudine di atteggiamenti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente."
Mussolini


Anche Mussolini, come si evince da questi passi dei suoi articoli, si presentava come un oppositore dei "vecchi partiti" e del Parlamento, "aula sorda e grigia". (frase detta da lui stesso e ripresa da Grillo nel suo blog in occasione della sua invettiva contro il Parlamento). Inoltre il suo movimento non aveva statuto finchè non si costituì come Partito Nazionale Fascista nel 1921, proprio come M5s che, dopo una prima fase in cui Grillo sbandierava la mancanza di uno statuto, ne ha formalizzato uno in cui figurano Giuseppe Grillo come presidente, suo fratello come vice e un certo Enrico Maria Nadasi come segretario. statuto di M5s(link)
Con queste analogie non si vuole dire che M5s è la reincarnazione del fascismo, ma che ne rappresenta un' inquietante evoluzione, soprattutto negli ultimi tempi, se si considera che sta cercando l'appoggio dei piccoli e medi imprenditori di CONFAPRI, inoltre appare come una reazione emotiva alla crisi economica, al dominio dei ceti dirigenti dell'alta borghesia, alla politica della casta e delle lobby. Mussolini e il suo movimento, Grillo e il suo movimento rispettivamente furono e sono entrambi appoggiati dalla piccola borghesia, dal ceto medio e dalla borghesia agraria. Il fascismo nella sua fase più progredita fu strumentalizzato dalle élites altolocate dei capitalisti industriali e finanziari, vedi la FIAT di Agnelli i cui giornali, alla vigilia della Marcia su Roma, si schierarono a favore di Mussolini, pertanto il timore è che anche M5s possa imboccare una deviazione dal suo proposito iniziale di "rivoluzione dal basso", ovviamente con esiti diversi, perché il contesto è diverso.

25 imprenditori di Confapri hanno incontrato a Torino Casaleggio e molti, come Walter Beozzo, vicepresidente di Apindustria Vicenza, hanno espresso pareri positivi.(Tra i membri di CONFAPRI già figurano Grillo, Casaleggio e Vito Crimi Think tank confapri - membri)


"Casaleggio ci ha convinto — interviene Walter Beozzo, vicepresidente di Apindustria Vicenza—È la prima volta dopo tanti anni che provo soddisfazione a parlare con un politico, con un imprenditore che rappresenta un terzo del parlamento italiano"



«Non vogliamo parlare di chi ci ha deluso in passato — interviene Colomban, presidente di Confapri—Pensiamo al futuro. E al fatto che stiamo pagando le tasse per mantenere un esercito di passacarte».


"Non sono loro — conclude Colomban—sono i partiti che bloccano tutto. Quelli che ci hanno portato in questa situazione disperata".



Il malcontento e lo sdegno della piccola e media impresa è legittimo, però sorge spontaneo chiedersi quali siano le vere intenzioni di Casaleggio e Grillo. Grillo, come è stato mostrato sopra si è servito di frasi e immagini di Mussolini, pubblicate sul suo blog, per esprimere la sua rabbia e il suo dissenso verso il Parlamento, giudicato inutile, e verso i partiti tradizionali. Casaleggio, dal canto suo, pubblica sul suo sito stravaganti video come questo (gaia the future of politics) che condensano la sua bizzarra e delirante visione del mondo, basata sul filo conduttore del web, presentato come tappa finale dell'evoluzione delle telecomunicazioni che inizia con i romani e continua con Hitler e Mussolini che si servivano del loro apparato mediatico per consolidare il loro potere. Profetizza una Terza Guerra Mondiale che durerà 20 anni al termine della quale si affermerà la democrazia diretta, basata sul web, e le persone vivranno su internet con una loro identità (avatar). "In Gaia i partiti politici, le religioni e le ideologie spariscono", dice alla fine, tra ipotesi di un governo mondiale e di un'intelligenza artificiale, collettiva, che risolva problemi all'ordine del giorno.

"Perché noi giovani siamo costretti a pagare i debiti creati da una classe dissipatrice con pensioni d’oro e assurdi privilegi? E perché lo Stato, per pagare questi debiti, tassa esageratamente imprese e lavoro impedendoci di trovare un’occupazione e bruciandoci il futuro?"


"Perché dovremmo pagare contributi e tasse elevate per compensare pensioni d’oro, vitalizi e privilegi di una casta spendacciona?"

Queste sono le affermazioni scritte presenti sul sito di CONFAPRI, espressione dell'insofferenza, ormai giunta a piena maturazione, verso un sistema che non è più sostenibile. La speranza è che i deliri di Casaleggio e le inquietanti tendenze filomussoliniane e antidemocratiche di Grillo non snaturino e strumentalizzino un' associazione come CONFAPRI che, da quanto sembra leggendo le sue proposte sul sito, propone un mutamento costruttivo nei limiti della democrazia.


                                                                                                                            Ugo Giarratano

martedì 3 settembre 2013

Partito Democratico: punto doc

La via crucis del Centrosinistra

Decadenza del caimano, feste democratiche, pre-congresso, il dissidente Civati, l'attacco di Renzi, l'inchino di Franceschini 

Porto Antico (Genova), sede della festa democratica
E' iniziata da soli 5 giorni la festa democratica di Genova e già gli ospiti e le dichiarazioni hanno portato ad un terremoto nel partito. In questo ambiente pre-congressuale vecchi e nuovi cercano di conquistare il favore del popolo di sinistra, dai militanti e volontari ai semplici simpatizzanti. Le gerarchie iniziano a delineare i propri volti concedendo anche qualche cambiamento nella scacchiera; entro la fine della festa per la giornata del 9 Settembre, dopo il fiume di gente per Matteo Renzi, si attendono le parole di Pierluigi Bersani e Guglielmo Epifani. Il Partito Democratico ha quindi in calendario appuntamenti caldi nelle prossime 2 settimane, ma l'apocalisse democratica potrebbe prefigurarsi il 9 Settembre, data in cui si deciderà la decadenza o meno del caimano Silvio Berlusconi. Il partito continua a ripetere che le sentenze si rispettano e che la decadenza di Berlusconi è inevitabile, ma le paure per un nuovo harakiri del PD sono vicine, soprattutto dopo le parole di Luciano Violante: "Silvio Berlusconi ha il diritto di difendersi davanti alla Giunta del Senato come qualunque altro parlamentare, né più né meno. Occorre rispettare le regole anche per i nostri avversari. E’ molto facile applicare le regole solo per gli amici, è molto più complicato farlo per gli avversari”. Violante non si smentisce e dopo 10 anni a difesa del caimano e della sua eleggibilità prefigura uno stop da parte di almeno una zona del Partito Democratico sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, con ipotesi di un rinvio a data da destinarsi (probabilmente dopo che la magistratura ricalcoli gli anni di interdizione) posticipando così il muro contro muro atteso per il 9 Settembre.
Inaugurazione della Festa Democratica di Genova con Letta ed Epifani
La volontà dei governisti del PD è infatti quella di salvare il governo delle larghe intese ed i 4 santi (o cavalieri dell'apocalisse, fate voi) Letta, Alfano, Franceschini e Lupi, dal rischio di una crisi di governo scatenata dal condannato Silvio Berlusconi, come egli stesso ha minacciato subito dopo la sentenza (salvo poi negare le sue stesse parole durante la firma dei referendum radicali contro le leggi che i suoi governi hanno redatto). Enrico Letta affronta dopo la vicenda dell' Imu un'altra dura battaglia per la sopravvivenza del governo, subendo il fuoco da due fronti, PD e PDL. Per questa ragione la sua intervista durante la festa democratica a Genova risulta cruciale per ristabilire un dialogo con la base del partito, nauseata e inorridita dalle larghe intese, e per non lasciare completamente la strada spianata all'ascesa di Matteo Renzi, covando in cuor suo la speranza di poter giocare la sfida per la Leadership con un handicap che non sia una voragine, dovuto al governo con Berlusconi, da qui le sue dichiarazioni:"Per questo governo sto dando sangue, salute e tutto. Ma non è quello per cui ho fatto la campagna elettorale. Le larghe intese sono frutto di una situazione eccezionale, straordinaria, ma il mio impegno è quello di lavorare per portare poi il centrosinistra al governo, la mia prossima campagna elettorale sarà per questo". Il concorrente più accreditato alla guida del centrosinistra non è però rimasto a guardare e, cominciando dalla festa nazionale al Porto Antico, dopo il silenzio stampa continua la sua campagna.
Matteo Renzi intervistato dal direttore del TG La7  Mentana al Porto Antico
 Un bagno di folla attende Matteo, da tempo non vi era una così ampia partecipazione, migliaia di persone ad ascoltare l'annunciato leader del Partito Democratico. Il sindaco di Firenze esprime il meglio di sé davanti al pubblico, sfoggiando una capacità comunicativa che il PD non ha mai avuto, galvanizzando la folla, facendo leva sull'idea di fare insieme un'Italia diversa. " Vorrei che il PD tornasse a parlare dei problemi dell'Italia e la smettesse di parlare del PD. Se avessimo pensato un po' meno a smacchiare il giaguaro e un po' più ai giovani e al lavoro, adesso saremmo al governo senza il PDL. Questo paese ha bisogno di una rivoluzione radicale. Che la faccia io o altri non importa. Quello che vorrei per l'Italia è che diventasse una guida per l'Europa, non un fanalino di coda. Oggi, purtroppo, continuiamo a pagare gli errori dei soliti noti". La crociata di Matteo verso le roccaforti rosse è quasi compiuta, ormai il consenso riscosso nelle feste democratiche e dell'Unità è innegabile. Con la sensazione che sia ormai prossima la vittoria di Matteo, i dinosauri del partito cercano il salvacondotto per evitare la rottamazione, come ha già fatto Dario Franceschini decidendo di salire sul carro del vincitore e rinnegando l'avversione da sempre manifestata per il sindaco di Firenze:"Se lavorerà per migliorare il PD e non per dividerlo, io sono pronto a votare Matteo".
Giuseppe Civati, candidato segreteria PD
Per chi pensa che Renzi non sia la guida giusta per il partito, che non rispecchi i valori alla quale il partito si fonda, per chi non condivide la visione Presidenzialista del sindaco non rimane che un' ultima speranza, rappresentata da colui che più volte è stato deriso e criticato: Letta dice che vuole solo fare il fighetto su twitter, Grillo lo chiama cane da riporto, Scanzi soldatino, la gente lo conosce più semplicemente come Pippo, Pippo Civati, deputato del Partito Democratico. Civati è stato fin dall'inizio contrario al governo delle larghe intese, non ha votato il governo Letta ed ha sempre combattuto in Parlamento per ciò in cui crede andando anche contro gli ordini del partito. Il primo ad ufficializzare la propria candidatura alla Segreteria del Partito Democratico, Civati è il faro a sinistra del partito e propone un cambiamento opposto alle idee di Renzi. Incanalando il lavoro svolto da Fabrizio Barca nel suo tour tra i circoli PD, Pippo designa una restaurazione culturale del PD, riformando le basi del partito, mettendo al centro i circoli e i militanti per costruire una rete democratica nella quale siano le persone tutte insieme a decidere la volontà del partito, abbandonando personalismi e ponendosi la domanda "che tipo di Partito Democratico vogliamo" e non vincerà Renzi, Letta o Civati. Il dibattito sta entrando nel vivo ed il Congresso è ormai iniziato almeno ufficiosamente, le fazioni si schierano e in gioco non vi è solo il partito ma anche il Paese. La speranza è che da questo dibattito escano fuori idee, progetti, passione e che la sfida sia tra rinnovamento e rinnovamento, non rinnovamento contro conservazione. 

Giorgio Mineo

sabato 31 agosto 2013

LUCIA E LA SANITA' DI QUESTI TEMPI


 
Nel governo Crocetta, il cui consenso è ai minimi storici da un pò, spicca un nome sicuramente altisonante: quello di Lucia Borsellino. Chi lo avrebbe detto vent'anni fa (quando la figlia del magistrato entrò in Regione) che Lucia sarebbe diventata niente poco di meno che Assessore della Salute? È però da spiegare ai detrattori della Borsellino, se detrattori esistono, che l'attuale Assessore non lavora in Regione per via del suo cognome. È stata assunta in Regione ai sensi e per gli effetti dell'Art. 14 Diritto di assunzione presso le pubbliche amministrazioni della Legge 302/90 Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. gesto di solidarietà o di giustizia, come molti lo ritengono; ma è un gesto inutile e goffo: un favoritismo che, per quanto solidale possa essere, è pur sempre un favoritismo. Non è che se nel tuo governo hai una persona col cognome Borsellino ora il tuo governo non è ipoteticamente colluso con la mafia, da chiedere questo a Lombardo. È un favoreggiamento inutile, perchè rischia di far entrare nella pubblica amministrazione persone incapaci. Non che la Borsellino sia incapace, anzi: laureata in farmacia; ha imparato, in questi anni, a collaborare fruttuosamente con la politica.

Sì, ok, magari è un gesto di solidarietà o di giustizia, come molti lo ritengono; ma è un gesto inutile e goffo: un favoritismo che, per quanto solidale possa essere, è pur sempre un favoritismo. Non è che se nel tuo governo hai una persona col cognome Borsellino ora il tuo governo non è ipoteticamente colluso con la mafia, da chiedere questo a Lombardo. È un favoreggiamento inutile, perchè rischia di far entrare nella pubblica amministrazione persone incapaci. Non che la Borsellino sia incapace, anzi: laureata in farmacia; ha imparato, in questi anni, a collaborare fruttuosamente con la politica.
Prima, quando a capo della Regione vi era il Presidente Lombardo e lei era Dirigente Generale all'Assessorato della Salute, la nostra aveva collaborato con ottimi risultati con l'ex Assessore Massimo Russo (ex magistrato impegnato nella lotta alla mafia, amico di Borsellino padre) che, per volere di Lombardo, aveva inaugurato un piano sanitario che consisteva sostanzialmente nella centralizzazione delle risorse e del potere sanitario e quindi nella chiusura di strutture sanitarie minori, come ad esempio i punti nascita della Regione che effettuavano un numero di parti inferiore a 500 all'anno. L'Assessore Russo, dunque, puntava a creare dei grandi poli sanitari d'eccellenza, ritenendo che le prestazioni sanitarie fornite da questi dessero più sicurezza all'utenza sanitaria. L'emblema di tale politica sanitaria voluta da Lombardo, Russo e appoggiata da Borsellino è l'attivazione del servizio di elisoccorso regionale nell'isola di Pantelleria, al fine di collegarla con il maggiore territorio siciliano. Non mancarono le proteste però, soprattutto di coloro che vivono distanti da tali poli sanitari: come le partorienti di Pantelleria, protagoniste di singolari proteste, che si trovavano e si trovano costrette, per partorire, a dover prendere l'elicottero e andare a Palermo o a Trapani.

Poi Lombardo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, si dimette ed il nuovo Presidente della Regione diventa Crocetta. Questo si impegna in cambiamenti nella sanità: abbandona le politiche dell'ex Lombardo e promette finanziamenti e risorse a quelle strutture minori che nel precedente governo avevano visto ridursi il budget. Sostanzialmente una sanità non più centralizzata ma capillare: per esempio il Presidente della Regione spera in fondi stanziati dal ministero per potenziare il centro nascita di Pantelleria. Per attuare queste nuove politiche sanitarie nomina Assessore Lucia Borsellino. "Scelta per le sue capacità" aveva sostenuto il leader del Megafono. Noi, tra le capacità della Borsellino, avevamo trovato quella di saper "collaborare fruttuosamente con la politica". Recentemente, a Nicosia, una donna, dopo aver partorito il figlio senza vita, è morta anch'essa in attesa dell'eliambulanza, non essendo disponibili posti di rianimazione negli ospedali più vicini, eliambulanza in ritardo di ore per un'avaria tecnica in volo. Insomma: Lombardo, Russo, Borsellino volevano potenziare l'elisoccorso; Crocetta, Borsellino gli ospedali dei piccoli centri. L'elisoccorso ha ciccato l'intervento, gli ospedali dei piccoli centri vicini erano al completo. Due governi non hanno concluso niente.                                                                             





                                                                    Alberto Mannino




 

 

 

 

 
 

 


 

 
 

mercoledì 28 agosto 2013

MUOS F35 E BENI DEMANIALI, INQUIETANTI COLLEGAMENTI

Il MUOS, l'acquisto degli F35 e la vendita dei beni demaniali ai privati.
Quale fattore unisce questi eventi apparentemente distanti ? La vicenda del MUOS è nota a tutti.

 "Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) ad altissima frequenza (UHF) e a banda stretta (non superiore a 64 kbit/s) composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi di Niscemi. Il programma MUOS, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è ancora nella sua fase di sviluppo e si prevede la messa in orbita dei quattro satelliti tra il 2010 ed il 2013. Il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo e ha l’obiettivo di rimpiazzare l'attuale sistema satellitare UFO (Ultra High Frequency Follow-On)." (Wikipedia)


Gli Stati Uniti hanno manifestato l'esplicita volontà di installare una delle basi satellitari necessarie per il completamento del sistema complessivo chiamato MUOS. L'impianto deve sorgere a Niscemi, vicino Sigonella, dove si trova la base militare statunitense, tuttavia, sebbene l' Istituto Superiore della Sanità abbia dichiarato l'idoneità del progetto USA, nonché l'assenza di qualsiasi effetto collaterale nocivo per la salute degli abitanti limitrofi, vi sono molti studi, discordanti con questi risultati positivi, che hanno avanzato un responso totalmente opposto, sottolineando gli effetti dannosi dei campi elettromagnetici che supererebbero di gran lunga i limiti posti dalla legislazione italiana. Crocetta, dopo aver revocato l'autorizzazione ai lavori di Niscemi e aver intrapreso un contenzioso con gli Stati Uniti, ha dichiarato sconfitto che "Obama lo vuole (MUOS) e dobbiamo darglielo". Ma che vuol dire che "Obama lo vuole..." e noi "dobbiamo darglielo" ? L'Italia non è forse una Repubblica democratica ? La sovranità non dovrebbe essere esercitata dal popolo italiano ? Perché allora dovremmo rinunciarvi perché "Obama lo vuole..." ? Ma chi rappresenta Obama in Italia, il nostro paese ? Rappresenta il presidente di una nazione che ha comprato il nostro debito pubblico.
Debito pubblico italiano
 
 

Secondo le ultime rilevazioni economico-finanziarie di Bankitalia del 31 Marzo 2013, il nostro debito estero è distribuito per 737'300 euro ad amministrazioni pubbliche, per 244'484 euro ad autorità monetarie, per 493'789 euro ad istituzioni finanziarie monetarie, per 266'025 euro ad altri settori e per 149'605 euro ad investimenti diretti. In totale il nostro debito estero è di 1'891'203 euro. Ma il debito si può tramutare in uno strumento di ricatto ? Se noi italiani abbiamo contratto dei debiti con l'estero (USA per esempio), i nostri creditori possono ricattarci se non li saldiamo con gli interessi ? Questo ricatto potrebbe manifestarsi sotto forma di limitazioni evidenti e consistenti della sovranità di un paese come l'Italia che si trova in questa situazione. Per esempio, potrebbero chiederci di installare le loro basi militari o satellitari, vedi il MUOS, sul nostro suolo, anche se queste dovessero essere dannose per la salute, potrebbero intimarci di contribuire alla progettazione e costruzione degli F35 (La storia degli F35, dal 1993 sino a oggi ) che rappresentano per l'Italia un peso economico di 1 miliardo di dollari, per la fase di studio e sviluppo, e quasi altrettanti per la fase di costruzione, da rateizzare fino al 2046. Oppure, potrebbero spingerci a vendere i beni demaniali per pagare i debiti, ipotesi di vendita che è stata adombrata dal Ministro dell'economia e delle finanze Saccomani, il quale ha dichiarato che sarebbe molto utile una possibile privatizzazione di beni pubblici come Eni, Enel e Finmeccanica per "fare cassa" e per la "riduzione dello stock del debito". (Secondo l' Istituto Bruno Leoni, solo dalla cessione delle aziende partecipate o possedute dallo Stato si potrebbero ricavare 136 miliardi di euro)
 
" Come già ampiamente annunciato, il governo intende valorizzare tutti i propri asset per contribuire alla riduzione dello stock del debito. Tra le ipotesi note, la cessione di immobili del demanio. Non si esclude per il futuro un piano di valorizzazione delle partecipazioni societarie dello Stato ", ha detto il portavoce del Ministro.
 
Il debito pubblico è la differenza fra le entrate e le uscite. Nel nostro caso, le entrate sono inferiori alle uscite, spendiamo più di quanto potremmo in base alle nostre risorse. Il disavanzo che ne risulta viene coperto con le emissioni di titoli di debito pubblico che ci garantiscono danaro in prestito per contenere il deficit. Abbiamo contratto ingenti debiti con molti creditori, fra i quali risultano gli Stati Uniti. Letta predica la "stabilità", l'Italia e i media si fermano per i problemi di una singola persona, Berlusconi, che è stata condannata e che dovrebbe dimettersi immediatamente, il nostro governo delle "larghe intese" è un fantoccio controllato da altolocate oligarchie, composte da multinazionali, banche internazionali e nazionali, siamo avvinghiati in una rete intricata di debiti con enti esteri che possono ricattarci quando vogliono. Siamo ridotti al paradosso e all'ingiustizia evidente di non poter scegliere il nostro presente e futuro, perché "Obama lo vuole...", perché le banche nostrane e internazionali, nostre creditrici, lo vogliono e perché le colpe dei padri, di chi ha firmato gli accordi per la progettazione e costruzione degli F35, di chi ha incentivato un aumento scriteriato del debito pubblico, sono ricadute sui figli.
 
 
Perché nessuno si ribella agendo nel rispetto della democrazia come mezzo e come fine ? Perché non ci sono fiumane di persone in piazza a protestare ? Perché manca un'azione collettiva che supplisca a questa frammentazione della società civile, sempre più atomizzata e inerte ?
La risposta è rintracciabile nella crisi dei partiti, manovrati da èlites di interessi costituiti, nella crisi dello stato nazionale che ha perso la sua sovranità, smarrendosi nei meandri di un arduo progetto di unificazione sovranazionale e internazionale (Europa). Inoltre, più che una crisi economica sembra una crisi culturale, una crisi di coscienza dell'uomo occidentale che ha perduto le sue linee guida e i suoi valori, asservendoli al culto del danaro e del profitto.
 
L'Italia storicamente ha sempre intrattenuto con gli Stati Uniti strette relazioni economico-finanziarie, però sempre da debitrice, che l'hanno indotta ad essere una schiava al servizio del governo americano, sin dagli anni del Piano Marshall, un piano di aiuti economici che garantiva dei prestiti all'Italia per riprendersi dalla devastazione della II guerra mondiale. Tale relazione di dipendenza dagli USA è stata perpetuata dall'asse Berlusconi-Bush e da quello Monti-Obama che incontrandosi alla Casa Bianca hanno suggellato formalmente ciò che già era in atto, ovvero l'acquisto degli USA del nostro debito pubblico.
 
Il MUOS deve essere costruito, gli F35 devono essere acquistati, beni demaniali, come l'Eni, l'Enel, Finmeccanica e numerosi altri, devono essere venduti. La causa di tutto questo è il nostro debito con gli USA, nostri eterni "amici", sin dall'epoca della Democrazia Cristiana, che si serviva dell'appoggio politico ed economico degli Stati Uniti, in piena Guerra Fredda, per intralciare e demonizzare il "nemico" comunista; non è un caso che il Partito Comunista Italiano non ha mai partecipato al governo del paese nella seconda metà del '900, è sempre stato linciato dai media e dalla propaganda cattolica, costretto a subire le umiliazioni del "compromesso storico" del 1973 e del governo di "solidarietà nazionale" del 1978, scaturiti entrambi su gentile concessione della DC.
E il nostro governo ci propina falsità su falsità: il PIL dell'Italia che aumenta, lo spread che è stabile, la "stabilità" da proteggere a spada tratta e intanto in tv non svelano quello che sta succedendo, non parlano di economia reale, non ci dicono che non possiamo venir meno all'acquisto degli F35, perché ormai abbiamo firmato gli accordi con gli USA e abbiamo con loro un debito immane da estinguere, non ci dicono perché c'è bisogno di vendere i beni demaniali, che servono per pagare il nostro debito estero e interno con Bankitalia, banca di privati con la quale contraiamo dei prestiti per stampare cartamoneta. Non ci dicono nemmeno perché il MUOS si debba installare proprio in Italia, nascondendo che è un impianto molto probabilmente nocivo e funzionale alle esigenze di politica estera degli USA, nostri "amici". Questi soprusi ben mistificati non sollecitano minimamente i cittadini italiani che, invece di mobilitarsi in massa per opporsi a questa schiavitù, preferiscono la remissività. Una delle cause che hanno provocato l'addomesticamento docile degli italiani è la presenza di un sistema informativo deformante che crea un castello di carte con le sue pubblicità, le sue soap opera, la sua opaca patina di falso e irreale ottimismo e i suoi telegiornali che elencano esclusivamente eventi di cronaca nera o di gossip, come la separazione di Monica Bellucci da suo marito.
Non siamo per niente fuori da questa crisi. Semplicemente non vogliono dirci che il nostro sistema si basa sul debito pubblico, sulle crisi cicliche di sovrapproduzione che si avvicendano dalla fine dell'800, sulla disoccupazione di massa, sul consumismo smodato,  sulla concentrazione di ricchezza in oligarchie capitalistiche che si spartiscono il potere economico-politico a livello nazionale e mondiale, nonché sul profitto ingordo e dissoluto, mantenuto alto da governi fantoccio, come il nostro, che sbeffeggiano spudoratamente la democrazia, di cui si servono per celare determinati interessi costituiti.
 
 
 
                                                                               Ugo Giarratano
 
 
 
 
 

lunedì 26 agosto 2013


Tambroni-Letta: cos'è cambiato?

 Domani in edicola la grande domenica del Sole 24 Ore - Nella foto Fernando TambroniLetta: "Di solo risanamento Italia muore, stop Imu a giugno in attesa di revisione"
                                         TAMBRONI                                                                     LETTA
 
Quello di Tambroni e quello di Letta sono due governi delle cosiddette "larghe intese"; cioè governi che sono stati varati grazie al voto di forze politiche di ideali diversi, se non opposti; forze politiche che, mettendo da parte le divergenze, danno vita ad un governo, al fine di lanciare la ripresa economica. Capita spesso che se da elezioni politiche non "viene fuori" una maggioranza che può governare da sola e lo stato in questione soffre una crisi economica, i partiti votano un governo che prenda provvedimenti per scongiurare la crisi. Sopravvivenza: é questo l'obiettivo di un tale governo: sopravvivere egli stesso dagli attacchi delle opposizioni e far sopravvivere il paese. Immobilità: di quell'immobilità snervante, non abbastanza forse: il Parlamento non legifera, non trova un punto d'incontro, quant'è vero che troppe sono le fazioni che lo formano; solamente l'esecutivo ha smosso la situazione con il decreto del fare. Eppure quest'"inciucio", come molti lo definiscono, sembra funzionare, nel senso che regge.

Due famosi governi delle larghe intese sono quelli di Fernando Tambroni ed Enrico Letta. Il primo, nel 1960, cadde sotto i colpi delle proteste e delle manifestazioni di piazza: almeno una decina i morti, centinaia i feriti. Il governo Letta invece sopravvive ancora, nonostante tutto. Cos'è cambiato? Perchè nel '60 le manifestazioni fecero cadere il governo ed oggi, invece, il governo riesce ad andare avanti? Sono cambiate le situazioni oppure sono cambiati gli italiani?

A parte il fatto che non esistono più le mezze stagioni, sicuramente sono cambiate le situazioni. Se è vero che il governo Tambroni dovette affrontare problemi quali lo svolgimento delle Olimpiadi di Roma dello stesso anno e l'approvazione del bilancio dello Stato, è vero anche che il governo attuale deve affrontare una crisi economica dalle proporzioni colossali. È vero anche che nel '60 Tambroni (incaricato dal Presidente della Repubblica Gronchi per il fatto che lo stesso Tambroni aveva aperto al centro-sinistra) ottiene la fiducia alla Camera con soli tre voti di scarto e con l'appoggio decisivo dei deputati missini (neofascisti; quasi tutti ex Repubblica Sociale Italiana, cioè vicini all'ex Duce d'Italia). Dopo questo risultato il governo rassegnò le dimissioni, Gronchi affidò l'incarico a Fanfani, Fanfani (furbamente) rifiutò, Gronchi allora invitò Tambroni a presentarsi al Senato per completare la procedura del voto di fiducia. Il Senato disse "sì" con pochi voti di scarto, cioè 18: decisivo è ancora una volta l'apporto dei missini. Se dunque il governo Tambroni prese vita con l'appoggio di forze politiche estreme, il governo Letta è, sì come molti lo definirebbero un inciucio, ma un inciucio moderato. È probabilmente vero che se oggi quest'inciucio è moderato è perchè in cinquantatré anni la politica è cambiata, di conseguenza sono cambiati gli italiani; anzi sono gli italiani stessi che hanno cambiato la politica, abbandonando in massa partiti estremi di destra e di sinistra. Ebbene: le situazioni sono cambiate perchè sono cambiati gli italiani: perchè se ieri un inciucio si faceva tra DC e Movimento Sociale Italiano (i missini cioè) oggi lo si fà tra quasi tutti ex democristiani di destra, sinistra e di centro e senza scatenare eccessivo scandalo; "centrismo" forse riassume il concetto, un centrismo nuovo.

Scandalo che invece scoppiò nel '60; e che si tramutò in rabbia e contestazione nei fatti di Genova; a Palermo, Licata, Reggio Emilia. Nel 1960 i neofascisti del MIS pensarono di organizzare il loro congresso nazionale a Genova, probabilmente come provocazione ad una città come Genova che è nota per essere "rossa", antifascista; forse volevano "fare a botte". Ed è quello che avvenne poichè Genova non accettò quella che fu considerata una provocazione appunto. È curioso anche che quando fu annunciato che Genova avrebbe ospitato il congresso MIS non ci fu nessuna sollevazione, le proteste contro il congresso e contro il governo iniziarono poco dopo che il segretario del PCI Togliatti era stato in Unione Sovietica dai suoi amici. Forse l'Unione Sovietica chiese ai comunisti italiani di sollevarsi contro un tale governo fatto dai nuovi fascisti: una suggestione, è vero anche che c'era la Guerra Fredda. Sta di fatto che gli scontri tra polizia e manifestanti, la tensione sociale, il malcontento, contribuirono notevolmente a far cadere il governo Tambroni, governo delle "larghe intese", di cinquantatrè anni fa.

Oggi il governo non è insidiato dalla piazza ma dalla giustizia. Dal '60 ad oggi sono cambiate tante cose, sono avvenute tante cose. E gli italiani da un lato sono cambiati: abbandonano la politica; ieri, nel bene e nel male, c'erano fermento e partecipazioni, c'erano gli estremismi. Dall'altro lato votano quasi tutti la nuova DC dimostrando che poco è cambiato; la nuova DC che forma un nuovo inciucio centrista, che oggi ha l'appoggio del 40% degli italiani.

                                                                                                                      Alberto Mannino

 

venerdì 16 agosto 2013

CONFESSIONI DI UN SICARIO DELL'ECONOMIA

"I sicari dell'economia sono dei professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi paesi in tutto il mondo. Riversano il denaro della Banca Mondiale, dell'Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e di altre organizzazioni "umanitarie" nelle casse di grandi multinazionali e nelle tasche di quel pugno di ricche famiglie che detengono il controllo delle risorse naturali del pianeta. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidio. Il loro è un gioco vecchio quanto il potere, ma in quest' epoca di globalizzazione ha assunto nuove e terrificanti dimensioni. Lo so bene io ero un sicario dell'economia."

John Perkins era un sicario dell'economia. Il suo è un racconto toccante che mette in luce un caso esemplare di pentimento e autocoscienza, ancora più ammirevole perché la realtà politico-economica e sociale che ci descrive, accompagnandola a digressioni etiche e autobiografiche, è palesemente in contrasto con la "corporatocrazia", come la definisce lui.
L'autore delinea molto nitidamente e chiaramente un sistema oligarchico di potere economico e politico che trova i suoi promotori principali negli Stati Uniti e nei paesi europei.
Quest' intricata rete di potere consiste in un' alleanza tra banche internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e altre banche nazionali, corporations (società per azioni, multinazionali, società di ingegneria moderna e di costruzione ecc.) e il Governo degli Stati Uniti d'America.
Perkins lavora per una società di consulenza, la Chas T. Main, che lo assume come economista e responsabile dell'elaborazione di progetti e previsioni econometriche ed energetiche.
Il sistema funziona in questa maniera: il governo americano s'impegna affinché le grandi multinazionali non vengano sottoposte a restrizioni di varia specie nel loro operato, si preoccupano di corrompere i vari direttori delle testate giornalistiche più influenti, perché non pubblichino notizie scomode al riguardo e utilizzano le multinazionali stesse e la loro presenza nei paesi sottosviluppati e in via di sviluppo per mantenere su di essi un certo controllo politico-economico, nonché per accaparrarsi le loro risorse essenziali di petrolio e acqua.
Le multinazionali, che lavorano a stretto contatto con il governo statunitense, si avvalgono di società di consulenza, come quella di John Perkins, che impiegano i loro "economic hit men" per convincere questi paesi a contrarre ingenti debiti, impossibili da saldare, con il governo americano, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e altre organizzazione "umanitarie". (Paesi sfruttati: Panama, Iran, Iraq, Arabia Saudita, Indonesia, Bahrein, Guatemala, Ecuador, Cile, Perù, Colombia, El Salvador). Una volta contratti questi debiti spaventosi per la loro entità quantitativa, i paesi sono asserviti di fatto agli USA e alle multinazionali presenti sui loro territori che espropriano tutte loro risorse, incuranti della sostenibilità ambientale e umana di ciò che fanno. I sicari dell'economia hanno la funzione di occultare la propria attività agli altri e di formulare dei progetti di costruzione e di manutenzione di strutture, quali reti ferroviarie, impianti elettrici e telematici ecc., che vengono realizzati da imprese di ingegneria e costruzione, come la Bechtel, la Zapata Oil e la Harken Energy di George W. Bush, in rapporto di corruzione e concussione con il governo. Questi progetti sono manipolati cosicché si possa giustificare formalmente l'impiego di capitali che questi piani di costruzione, totalmente fuori dalle realtà dei paesi che li devono accogliere e imposti con la violenza, richiedono.
La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno il ruolo di studiare e controllare le previsioni e i progetti stilati dai sicari dell'economia, per valutare la loro veridicità e fattibilità, ma, di fatto, li approvano senza indugio, soprattutto perché i massimi dirigenti delle banche in questione sono spesso piazzati dal Governo degli Stati Uniti o dalle multinazionali stesse, alle quali sono destinati i capitali provenienti dai prestiti erogati agli stati sfruttati dalle banche internazionali, quindi dagli USA (Robert McNamara, presidente della Ford, presidente della Banca Mondiale e segretario della difesa sotto Kennedy ne è un esempio evidente). Perkins ricorda le gesta di molti esponenti di rilievo nella resistenza all'imperialismo di nuovo stampo degli Stati Uniti, come Omar Torrijos a Panama, Jaime Roldòs in Ecuador, Salvador Allende in Cile, Mossadeq in Iran, Sukarno in Indonesia, Hugo Chàvez in Venezuela, Jacobo Arbenz in Guatemala. Furono tutti deposti o assassinati dalla CIA, tranne Chavèz.
Il percorso che segue il Governo americano per soggiogare i paesi ultrapoveri, ma ulraricchi di petrolio è di inviare prima i sicari dell'economia che devono persuadere i capi di stato a contrarre debiti esosi, poi gli "sciacalli della CIA" che li assassinano, qualora questi dovessero mostrare delle ritrosie o organizzare delle rivolte, infine l'esercito, come è avvenuto in Iraq e avviene in Afghanistan tutt'ora.
John Perkins traccia una linea storica di evoluzione dal 1963 fino ad oggi, dall'inizio del neocapitalismo finanziario della globalizzazione fino all'11 settembre 2001 e alla guerra in Iraq del 2003. Ci costringe a riflettere, ad iniziare un processo di autocoscienza e a vedere tutti i fatti storici più importanti, come l'11 settembre 2001, sotto un'altra luce. Ci sprona ad assumere il punto di vista dei terroristi, degli sfruttati, dei poveri, dei denutriti, delle famiglie povere e dei popoli martoriati da una politica imperialista invasiva che devasta tutto ciò che incontra. E' un'evoluzione continua quella che coinvolge l'impero globale degli USA, delle banche internazionali e delle multinazionali, responsabili di recessioni, congiunture e crisi economiche. Anche i sicari dell'economia, come spiega Perkins, hanno mutato i loro connotati, soprattutto nell'operazione SALMA e JECOR in Arabia Saudita, ma questo e molto altro lo scoprirete nel libro che è fondamentale per chi ha un bisogno impellente di risposte.


                                                                                                           Ugo Giarratano



















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giovedì 15 agosto 2013

Il GOVERNO DELLE "LARGHE INTESE" E LA STRATEGIA STORICA DELLA " STABILITA' "

LETTA: "Non c'è alternativa alla stabilità" "Spread ai minimi è figlio della stabilità" "Occorre stabilità. Sono criticato per questo ma lo ribadisco: la stabilità è un valore. La retorica dei mercati è rischiosa ma va spiegata: per vendere il nostro debito dobbiamo essere credibili. Stavamo morendo quando non riuscivamo più a venderlo".

NAPOLITANO: "Fatale sarebbe una crisi del governo faticosamente formatosi da poco più di 100 giorni; il ricadere del paese nell'instabilità e nell'incertezza ci impedirebbe di cogliere e consolidare le possibilità di ripresa economica"
"La preoccupazione fondamentale, comune alla stragrande maggioranza degli italiani è lo sviluppo di un'azione di governo che, con l'attivo e qualificato sostegno del Parlamento, guidi il paese sulla via di un deciso rilancio dell'economia e dell'occupazione"



"Stabilità", "produttività", "crescita".
Questa è la formula liturgica che viene reiterata ininterrottamente dai media e che ci martella il cervello senza posa. La nostra vita si riduce all'economia: spread, Pil, Bund, Bot, Imu, Iva, Irpef, Ires, Irap ecc. ecc. La nostra vita quotidiana è costellata di indicatori economici, pertanto sembra che la nozione di "homo oeconomicus", utile agli economisti per elaborare i loro modelli matematici tanto complessi quanto lontani dalla realtà, abbia prevalso irrimediabilmente. Il Sistema sovrastrutturale che ci avvolge ostenta fieramente lo sviluppo economico e tecnologico presente, ma la domanda è se la nostra natura coincida perfettamente con i connotati dell' "homo oeconomicus". Questo concetto fondamentale ha varie caratteristiche: è amorale, egoista e razionale (il significato di questo termine si discosta da quello inteso dall'etica o dalle varie filosofie razionalistiche). Amorale , perché intravede in ogni azione morale un'opportunità di arricchimento materiale e personale; egoista, perché cura esclusivamente il proprio benessere servendosi degli strumenti naturali o istituzionali che gli sono messi a disposizione; razionale, perché massimizza sempre il proprio utile (per esempio cerca sempre di comprare la più ingente quantità possibile di merce al prezzo minore), tralasciando tutto ciò che possa intralciare la sua efficienza individuale o che possa essere inutile.
Il nostro Sistema Italia, Sistema Ue e Sistema Occidente a salire, ci vuole omologare a questo idel-tipo di "homo oeconomicus", pertanto, ogni ora della giornata, sono trasmessi telematicamente questi cliché che mirano ad inculcare nelle nostre menti la dottrina della "stabilità". La storia ci ha ampiamente dimostrato che un approccio neoliberista alle congiunture e alle depressioni economiche è interamente sbagliato: le crisi del 1929, del 1970 e degli anni '80 e '90 furono sottoposte ad una dottrina fondata sulla stabilità, sul risanamento del debito pubblico, sul pareggio in bilancio e sul taglio sistematico della spesa "superflua e inutile"(spesa sanitaria, scolastica, previdenziale, assistenziale ecc.).
Ma questa prospettiva di critica, basata su una disamina dell'approccio liberista, è parziale. Il capitalismo, e il neocapitalismo tecnologico e globalizzato di oggi, nel 2008 è incorso in una depressione economica devastante, che è spiegata dalla teoria delle crisi cicliche di sovrapproduzione previste da Marx e illustrate dalle "onde" ideate dall'economista sovietico Kondrat'ev.
Queste crisi sono cicliche e perpetue. Le altolocate elitès politico-economiche europee e mondiali possono dannarsi a cercare delle soluzioni, ma la storia farà il suo corso, con il risultato che, se usciremo da questa crisi, sussisterà un mondo maggiormente diviso recisamente fra paesi ultra ricchi e capitalisti e paesi del Terzo e Quarto mondo, ultapoveri e assoggettati ai primi.
E' il Sistema in sé e per sé che è sbagliato e insostenibile e la nostra politica, invece di scardinarlo e promuovere il mutamento radicale dello status quo, preferisce perseguire delle soluzioni all' interno di un contesto economico nazionale e sovranazionale immutato e indiscutibile che esige, in virtù della conservazione del potere delle elitès, "stabilità". Noi tutti, secondo Letta, Napolitano e la maggior parte dei politici italiani, dobbiamo sacrificare tutti i nostri beni più preziosi, che sono stati sottoposti vergognosamente a privazioni tanto massicce quanto spaventose, come la scuola, i nostri monumenti, la nostra cultura, la sanità, un lavoro libero e sano, una vita dignitosa e infine la nostra libertà, per la "stabilità", "la ripresa economica", "la produttività" e la "crescita".
I nostri governanti, dei veri e propri burocrati al servizio delle multinazionali, non vogliono rifondare il Sistema, supportando il predominio del potere economico su quello politico.
I telegiornali e i giornali, i politici, i grandi banchieri e imprenditori, i vari Della Valle e Berlusconi, le varie fondazioni bancarie e di altra specie di cui fanno parte i nostri parlamentari, come Letta e Alfano per esempio, ma anche Lupi e Quagliariello, si prodigano nel mantenimento forzato dell'ordine socio-economico vigente. Non è una novità. La Chiesa nel Medioevo si è impegnata incessantemente nel preservare il suo potere, mascherandolo dietro una falsa immagine di potere divino e strumentalizzando la sua dottrina religiosa per offrire ai suoi fedeli delle sicure certezze, e poi le crociate, i conquistadores nel Nuovo Mondo, gli schiavisti americani, il sistema machiavellico e totalitario di banche che sin dai Medici ha dominato le nostre vite, l'aristocrazia francese e occidentale prima della Rivoluzione Francese, ora la borghesia. Tutti questi fattori storici hanno prosperato e proliferato appellandosi alla "stabilità" e al conservatorismo più o meno reazionario.
Oggi non possiamo di certo dire che le nostre vite siano felici. Siamo in balìa di una crisi economica facilmente prevedibile che ci angustia ed è frutto esclusivo delle deficienze congenite del nostro Capitalismo spregiudicato: sovrapproduzione e incapacità della domanda di assorbire l'offerta sproporzionata, speculazione finanziaria scriteriata e incontrollata, culto del danaro e ricerca avida del profitto,  accumulo di capitali a vantaggio di èlites di potere politico-economico (banche, corporations, multinazionali), paesi ultraricchi e imperialisti (USA, paesi europei) e paesi ultrapoveri e sfruttati per il loro petrolio o altre risorse di vitale importanza (paesi africani, latinoamericani, paesi del sud-est ecc.) e tendenza alla disoccupazione di massa.
In Italia e nel mondo occidentale la crisi è stata causata anche e principalmente dalle banche. Gli istituti bancari americani, per esempio, con la concessione dei subprimes, prestiti ad alto tasso d'interesse senza garanzia di solvibilità da parte del contraente, hanno provocato il fallimento concatenato del sistema statunitense di piccole banche. In Italia, il rapporto Stato-Banca Centrale assume un aspetto grottesco, così come negli altri paesi. La Banca d'Italia è una banca di privati, eccetto gli azionisti INAIL e INPS, e in pochi sanno che il debito che noi cittadini abbiamo sempre pagato nella storia, paghiamo e pagheremo sempre è contratto con Bankitalia. (http://tiananmen84.blogspot.it/2013/04/sdl-centrostudi-anomalie-finanziarie.html), (http://tiananmen84.blogspot.it/search?q=jefferson)

SDL è un centro di studi che si occupa delle anomalie bancarie e offre consulenza alle imprese che spesso sono vittime di queste illegalità perpetrate dalle banche. In questo passo tratto dal sito è ben spiegato l'atto illecito che Bankitalia, una banca di privati che nello Statuto si presenta come pubblica (elenco dei privati azionisti clicca qui) compie ai danni dello Stato (noi cittadini).




"Quando lo Stato ha bisogno di soldi, per esempio un milione di euro, si rivolge alle Banca Centrale (Bankitalia) cedendole titoli di Stato (come BOT, CCT etc..). Per chi non sapesse cosa sono questi titoli: sono come dei “pagherò” che alla scadenza (hanno una vita che può variare da 3 mesi ad alcuni anni) lo Stato ripagherà ai loro proprietari, dandogli capitale più una percentuale di interesse.
Quando lo Stato cede in proprietà questi titoli dal valore di un milione alla Banca Centrale, la banca crea questo milione dal nulla, semplicemente stampandolo, e lo cede allo Stato, che a sua volta paga gli stipendi i sevizi etc…
Ma che fine fanno i titoli?La Banca Centrale ora proprietaria di questi titoli, può subito venderli alle banche e ai risparmiatori. In ogni caso, una volta scaduto il periodo di vita, lo Stato dovrà dare al possessore dei titoli il capitale più una percentuale di interessi (per esempio il 2,5%).

Adesso vi starete dicendo: ma quando la BC crea il denaro richiesto dallo Stato, cosa mette al passivo nel suo bilancio (vale a dire come “uscita”), il valore intrinseco delle monete create o il loro valore nominale?
Bankitalia nel suo bilancio riporta nel passivo il denaro emesso non come sarebbe corretto al valore tipografico, ma al suo valore nominale! Si comporta come se la moneta fosse di sua proprietà all’atto dell’emissione, come se ci fosse ancora una riserva a cui attinge per creare denaro.
Ma quella riserva non c’è più!
Questo significa in pratica che ad ogni emissione di denaro da parte della Banca Centrale, lo Stato si indebita del valore dei titoli, più gli interessi. È chiamata moneta-debito, proprio perché le banche ci prestano il dovuto, i nostri soldi. La Banca Centrale spaccia come sua la moneta che crea dal nulla!"
 
Il debito, che i politici e i media ci dicono che è essenziale da pagare, non potrà mai essere estinto completamente, perché senza debito non c'è moneta e senza moneta la nostra società non funziona  ("Se non ci fosse debito nel nostro sistema monetario, non ci sarebbe moneta" - Marriner Eccles, governatore della federal reserve, 1941). La Banca d'Italia è accusata da varie imprese e dal centro studi SDL di aver sorvolato su molte anomalie finanziarie: anatocismo bancario, usura bancaria, truffa contrattuale in operazioni finanziarie, simulazione nei derivati, fideiussione oltre i limiti di legge, pubblicità bancaria in materia bancaria e finanziaria, violazione della riserva di attività e asimmetria nel credito. (tutte queste anomalie sono esaurientemente illustrate sul sito http://www.sdlcentrostudi.it/).
Il PIL, che viene identificato ed osannato come un indicatore della prosperità, crescita e, oserei dire, felicità di un paese, non viene circostanziato, ovvero non è spiegata la sua vera natura nei minimi dettagli. Il PIL infatti esclude:
  1. I beni e servizi che non sono scambiati sul mercato.
  2. Le spese intenzionalmente non dichiarate, come il valore di attività illecite che annoverano traffico di stupefacenti, prostituzione e varie attività che hanno luogo nell'economia sommersa (servizi prestati in cambio di contanti non dichiarati e quindi non soggetti ad imposizione fiscale). Infine è anche escluso lo scambio di prestazioni come forma di pagamento in natura (per esempio l'idraulico e l'elettricista che lavorano l'uno a casa dell'altro).
  3. Molte spese comprese nel PIL non costituiscono un indice di benessere: per esempio le somme ingenti di danaro che una nazione spende per contrastare la criminalità organizzata aumentano il valore del PIL.
  4. Gli acquisti pubblici di beni e servizi sono valutati esclusivamente al loro costo di produzione.
  5. Sono escluse le fonti non rinnovabili impiegate durante il processo produttivo.
  6. Sono ignorate le differenze nella distribuzione del reddito (quindi, se un' oligarchia ristretta di ultraricchi imprenditori e banchieri aumenta il proprio reddito pro capite, il PIL aumenta).
  7. Il confronto fra i vari PIL dei paesi è problematico e inattendibile, per via delle enormi differenze dei mercati interni.
Pertanto, una volta conosciuta la reale valenza del PIL, quando ci dicono che il PIL dell'eurozona è aumentato e che stiamo uscendo dalla recessione, possiamo facilmente ridimensionare le notizie ottimistiche che vengono ostentate come promettenti dinanzi all'opinione pubblica. Non siamo numeri e il fallimento dei modelli matematici che non hanno previsto, ovviamente, questa crisi, altrimenti facile da preconizzare con un attento studio della storia, deve spronarci alla riflessione. Il nostro esecutivo, giunto al potere con "le larghe intese" e la formula liturgica della "stabilità", si preoccupa di cambiare la costituzione e concepisce il rapporto con la società, vitale per una corretta attività politica, come una mera elaborazione di progetti o previsioni economiche, vedi il DEF (documento di economia e finanza).
"Stabilità", "produttività", "crescita economica". Potrebbero scrivere questo nella Costituzione.
 
                                                                                                                  Ugo Giarratano
 












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